
28/02/2026 – ‘O Sole D’e vicoli
Ambientato nei vicoli di Napoli, dove la luce non entra mai. Le case sono una addosso all’altra,in una terra amara che non perdona. Qui è nato un bambino. Qui è cresciuto. E qui ha imparato che cosa vuol dire essere poveri.
Sulla tavola c’è poco pane. Ma c’è una madre che lo mette lì lo stesso, con le mani stanche e gli occhi pieni di lacrime che non vuole far vedere. Soffre in silenzio, aspetta una mano che non arriva. E intanto il padre è lontano, per lavoro e per dolore. Ma c’è un abbraccio tra fratelli che cancella la paura.
Questo brano è la storia di quella famiglia. Di chi aspetta il giorno nuovo con la speranza che il cielo mandi un segno. Di chi sta stretto all’altro, senza catene. Perché si può crescere con niente. Ma se c’è l’amore, quello vero, quello potente, allora sei ricco lo stesso. E quell’amore è l’unica cosa che conta.
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17/09/2026 – Il viaggio della vita
Un brano sul tempo che passa, sulla consapevolezza e sul senso del cammino. Non è una canzone sul rimpianto, né sulla paura della fine. È una riflessione su ciò che resta quando il viaggio volge al termine: la gratitudine per ciò che è stato dato, la pace con ciò che non è stato, e la luce che rimane anche quando il trambusto finisce.
Le strofe raccontano la giovinezza, la corsa senza guardare l’ora, e poi il momento in cui lo specchio mostra le prime crepe. Il ritornello è il cuore del brano: il tempo si fa sentire, tra gioie e dolori, ma è un viaggio breve, un soffio, e l’unica cosa che conta è imparare a prendere il volo.
Il bridge è il momento più intimo: guardarsi indietro senza rimpianti, sentire il calore di ciò che è stato dato, e capire che niente è andato sprecato. L’outro chiude il cerchio: il viaggio giunge al confine, è tempo di deporre le armi, e resta solo il silenzio e la luce.
Le parole sono mie. La musica è un mezzo. Il nome in copertina è mio.
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18/09/2026 – Vi Sentiamo Ancora
Un brano che rende omaggio agli artisti che non ci sono più. Quelli che hanno acceso il palco e poi sono andati via troppo presto. Nomi che non hanno bisogno di spiegazioni, perché la loro musica parla ancora. Tenco, Mimì, Barone, Ivan, Mango, Pino, Lucio, Caruso, Battisti, Faber, Battiato, Giuni Russo.
Il brano non è un necrologio. È un applauso lungo, che rompe le pareti. È un ultimo inchino per chi è andato lontano. È la consapevolezza che certe voci non si spengono mai. Restano lì, sospese, e continuano a cantare anche quando il palco è vuoto.
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23/09/2026 – Un’ultima carezza
C’è un momento in cui capisci che il modo migliore per voler bene a qualcuno è lasciargli spazio. Non per rancore, ma perché senti che ha bisogno di stare sola. Questo brano racconta quel passo indietro fatto con delicatezza. L’augurio di un buon cammino, e la certezza che il bene che c’è stato non si cancella.
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25/09/2026 – Buonanotte al Silenzio
La notte, in cui tutto si ferma. Le luci si abbassano, i rumori si spengono, e resta solo quello che hai dentro. È lì che nasce il bisogno di dire qualcosa a qualcuno. Non una cosa importante. Solo una voce sincera. Un “ci sono”.
Questo brano è per chi non riesce a dormire. Per chi ha la testa piena e il cuore pesante. Per chi cerca un silenzio che non faccia paura. È un augurio semplice, quasi sussurrato: che la notte ti porti lontano, dove i pensieri si fanno leggeri. E che tu non ti senta solo. Perché a volte basta sapere che qualcuno, dall’altra parte, è ancora sveglio. E ti pensa.
Buonanotte.
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26/09/2026 – La canto Per Te
Ci sono amicizie che non hanno bisogno di grandi parole. Bastano i passi condivisi, uno sguardo, una spalla su cui appoggiarsi quando la sera cade. Non serve spiegare, non serve dimostrare. Ci si riconosce e basta.
Questo brano è la voce di chi ha saputo ascoltare. È il racconto di un legame che resiste al tempo, che non si spezza quando le strade cambiano direzione. Che non è un’illusione, ma una luce chiara. E che, alla fine, si trasforma in una canzone. Perché a volte l’unico modo per dire grazie è cantare. E dire: questa canzone, la canto per te.
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26/09/2026 – Sbornia di parole
Un brano che racconta, con autoironia, il momento in cui ti accorgi di aver esagerato. Ti credevi un poeta, un soccorritore, un angelo con la chitarra in mano. In realtà eri solo un tizio con troppa voglia di sentirsi importante. Il brano parla della “sbornia di parole”: quella ebbrezza che ti fa credere di dover salvare tutti, anche chi non sta affogando. E alla fine, la lezione: il silenzio, a volte, è più gentile. E stare zitti è un superpotere.
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02/10/2026 – La Strada
Il brano racconta gli anni Ottanta e il vuoto che li separa da oggi. Perché eravamo lì, e ora non ci siamo più. E in mezzo non c’è niente. Solo una foto che non guarda da anni. Una cassetta con un nome che non è il suo. Un foglietto con un soprannome di cui non ricorda l’origine. E un uomo che non butta via niente, per non fare la figura di chi dimentica le persone.
Alla fine, resta solo una domanda, ripetuta come un’eco: come si chiamava quella strada. Perché la memoria, a volte, non è un archivio. È un luogo vuoto, dove si cerca qualcosa che non c’è più.
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04/10/2026 – Ancora io
Ti fermi davanti allo specchio e non riconosci la persona che vedi. Dentro ti senti ancora un ragazzo di vent’anni. Fuori il tempo è passato. E ti chiedi: chi sono davvero? Questo brano racconta quella domanda, la fatica di guardarsi, e la scoperta che alla fine sei sempre tu. Diverso, ma sempre tu.
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04/10/2026 – Still Me
Ti fermi davanti allo specchio e non riconosci la persona che vedi. Dentro ti senti ancora un ragazzo di vent’anni. Fuori il tempo è passato. E ti chiedi: chi sono davvero? Questo brano racconta quella domanda, la fatica di guardarsi, e la scoperta che alla fine sei sempre tu. Diverso, ma sempre tu.
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05/10/2026 – Every Step Was the Reply
Un brano sul viaggio di una vita. Un uomo che cammina da sempre, senza sapere perché. Qualcuno gli ha detto di andare avanti, e lui ci crede. O forse no. Dentro di lui resta una voce che continua a chiedere chi è, da dove viene, perché cammina. Ma il vento non risponde, il mare non parla. E allora l’unica risposta sono i passi. Alla fine, quando il cammino si ferma, capisce che non conta la meta. Conta la strada percorsa.
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06/10/2026 – It’s Fine
Un brano sul distacco. Due persone che non si chiamano, che si vedono passare senza dirsi una parola. Non c’è rabbia, non c’è vendetta. Solo la constatazione che qualcosa è finito, o forse non è mai iniziato. “Non è un problema, non è un crimine. È solo un martedì.” E allora va bene così.
Il brano racconta quel momento in cui smetti di aspettare. Non stai più vicino al telefono. Non hai più niente da dire. Se torna, torna. Se non torna, non torna. E va bene. Va bene così.
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12/10/2026 – Il primo respiro
Un brano che parte da una domanda antica: da dove comincia tutto? La storia che ci hanno raccontato dice che il mondo è nato da un uomo. Ma la prima voce era una voce di donna. E il primo respiro è stato il suo.
Questo brano non è un inno né una predica. È una riflessione sulla figura femminile, raccontata senza retorica e senza slogan. La donna dà quando vuole, dà quando non vuole, dà quando può. E dà anche quando non può. E nessuno se ne accorge. È da questa consapevolezza che nasce il brano: smettere di raccontare che il primo è stato un uomo, e riconoscere che il primo respiro è stato il suo.
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